NIDO D’INFANZIA

Il nido è un contesto educativo ideale dove il bambino nell’incontro con l’altro, simile e diverso da lui, ha la possibilità, grazie alla continuità nel tempo e nello spazio, di vivere nuove esperienze. I gesti di cura dell’educatore intorno al bambino attraverso i quali acquista significato ogni esperienza proposta e vissuta predispongono le basi di un rapporto che si estende dal singolo al gruppo.

 

MODULI DI FREQUENZA e ORARI

Il nido d’Infanzia “I Primi Passi” accoglie bambini dai 12 ai 36 mesi ed è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 7.30 con la possibilità di scegliere tra tre moduli di frequenza:

–     Tempo corto con uscita alle ore 13.30 dopo il pranzo

–     Tempo lungo con uscita alle 15.30 dopo la nanna

–     Tempo lungo con uscita alle 16.30 dopo la merenda

In caso di richieste il nido potrebbe essere aperto anche fino alle 17.30 e alle 18.00.

Il servizio rimarrà aperto da Settembre fino a Giugno con la possibilità, per gli utenti che ne faranno richiesta, di poter usufruire del servizio anche per il mese di Luglio, previo raggiungimento di un numero minimo di dieci richieste.

Il calendario annuale sarà stabilito sulla base del calendario scolastico regionale e del Comune di Firenze.

 

ORGANIZZAZIONE DELLA GIORNATA

L’esperienza del bambino in un servizio per l’infanzia riflette i caratteri di una quotidianità complessa, frutto dell’articolazione e dell’integrazione tra situazioni diverse nell’arco della giornata.

Ciò che accade nelle diverse situazioni è anche legato ad alcune variabili:

–     il tipo di gruppo coinvolto (quali e quanti bambini);

–     lo spazio utilizzato e i materiali in esso presenti;

–     il periodo della giornata;

–     il ruolo assunto dagli educatori.

Questi elementi determinano le caratteristiche e la qualità dell’esperienza: cambiando il tipo di situazione, cambia anche il valore delle variabili appena prese in considerazione.

ORARIO DELLA GIORNATA NIDO D’INFANZIA

7:30 – 9:30: ingresso

9:30 – 10:00: colazione

10:00 – 10:30: cambio e pulizia personale (per i piccoli è previsto un riposo qualora ne abbiano bisogno)

10:30 – 11:15: attività

11:15 – 11:30: pulizia personale e preparazione al pranzo

11:30 – 12:15: pranzo

12:15 – 13:00: cambio e pulizia personale

13:30: rilassamento e riposo

15:30 – 16:00: cambio e pulizia personale

16:00 – 16:30: merenda


Entrata
Lo spazio utilizzato è l’ingresso ad ogni sezione dove trovano posto gli armadietti spogliatoio dei bambini. Il ruolo dell’adulto consente lo scambio di informazioni con la famiglia, rivolge attenzione alle strategie individuali di distacco e ambientamento dei bambini, assume una funzione di mediazione fra il bambino e l’ambiente, gli altri bambini e gli altri adulti, compreso sé stesso.

Colazione
Lo spazio utilizzato è quello dei tavolini presenti in ogni sezione. Il ruolo dell’adulto consiste nell’organizzare e coordinare la situazione.
La colazione rappresenta per i bambini un momento fortemente socializzante che contribuisce a costruire l’esperienza relazionale tra bambini e tra bambini e adulti.

Cambio e pulizia personale
Lo spazio utilizzato è il bagno. Il ruolo dell’adulto offre supporto ai bambini nella situazione di routine, in base ai livelli di autonomia, mentre è sempre presente una attenta cura del rapporto individualizzato. Il momento del cambio rappresenta un’occasione di scambio intimo affettivo fra il bambino e l’educatore; durante la sosta in bagno si mettono in atto processi di sviluppo dell’autonomia e di scambio-sostegno fra bambini di diverse fasce di età.

Esperienze organizzate di piccolo gruppo
Gli spazi utilizzati sono gli angoli organizzati all’interno e all’esterno della struttura e, in questo caso, la diversificazione è anche forte in relazione alle diverse età dei bambini. Le attività consentono una dimensione di piccolo gruppo. Il ruolo dell’adulto consiste nella proposta organizzata e nel coordinamento attivo della situazione. Vengono di norma proposte esperienze di gioco libero, gioco strutturato e percorsi programmati di laboratorio che rappresentano il momento centrale della mattinata durante il quale al bambino viene offerta l’opportunità di aumentare la propria capacità di gestione dello spazio; inoltre queste esperienze favoriscono lo sviluppo delle competenze comunicative ed espressive oltre ad offrire occasioni esplorative ed esperienziali del proprio corpo.

Pranzo
I pasti saranno preparati secondo norme dietetiche che tengano conto anche di preferenze ed esigenze individuali (allergie, rifiuto di certi cibi, difficoltà di masticazione). Va tenuto in conto, sia nella preparazione che nell’offerta dei cibi, il rispetto delle norme igieniche, il nido si appoggerà, nella preparazione del pasto, alla Fondazione Conservatorio delle Mantellate, che già opera sul servizi alla prima infanzia del territorio Fiorentino si attiene ad un menù bilanciato e secondo le tabelle dietetiche previste per i bambini di questa fascia di età .
I ritmi dei pasti devono essere regolari ma anche flessibili in relazione all’età dei bambini o a particolari esigenze individuali (da concordare con i genitori); i bambini verranno abituati gradualmente alle cadenze collettive. La situazione del pasto dovrebbe essere tale da invogliare i bambini a mangiare e a godere di questo momento. I bambini vanno pertanto sollecitati a mangiare ma non costretti, vanno aiutati se non sono ancora autonomi, ma anche incoraggiati a fare da soli; non vanno imposte norme troppo severe e rigide circa lo “stare a tavola” (stare seduti a lungo, non chiacchierare, non giocare, non pasticciare) ma si deve anche aver cura che il pranzo si svolga in un clima di ordine e di tranquillità. Una particolare attenzione va data quindi alla qualità relazionale di questo momento della giornata al nido, che deve abbinare l’interazione individualizzata delle educatrici con i singoli bambini che hanno bisogno di essere aiutati e incoraggiati con la creazione di un clima sociale positivo non centrato esclusivamente sul cibo (conversazione, narrazione, ..).

Riposo
Il passaggio dalla veglia al sonno, specie in situazioni collettive e non ancora del tutto familiari, può non essere facile. Non basta essere stanchi per abbandonarsi al sonno. Per farlo occorre sentire che ci si trova in un ambiente sicuro e fidato e che al risveglio si ritroveranno le cose e le persone che si erano salutate. Occorre dunque non solo che l’ambiente predisposto per il riposo sia accogliente, giustamente oscurato e aerato, al riparo dai rumori e dal viavai, ma anche che possa essere sentito dai bambini come un ambiente rassicurante. Per questo sono importanti: la personalizzazione del letto e degli oggetti che il bambino ama portare con sé (oggetti transizionali) e la presenza di una figura di riferimento che accompagni i bambini al sonno creando una situazione rilassante (musica, racconto, contatto fisico in caso di bisogno) e li accolga al risveglio. Per i bambini che non vogliono o non hanno bisogno di dormire saranno predisposte attività alternative comunque rilassanti ed adeguate.
Lo spazio sonno è diverso per le due sezioni:
–     La stanza motoria  è attrezzata con futon che vengono disposti dal personale ausiliario prima del sonno e che ospitano i bambini della sezione piede rosso.
–     La sezione piede giallo riposa invece in sezione dove un ambiente con pedane e materassini accoglie il sonno dei bambini.

Merenda
Lo spazio utilizzato è quello dei tavolini presenti in ogni sezione. Il ruolo dell’adulto consiste nell’organizzare e coordinare la situazione. La merenda rappresenta per i bambini un momento fortemente socializzante che contribuisce a costruire l’esperienza relazionale tra bambini e tra bambini e adulti.

Gioco libero e uscita
Gli spazi utilizzati sono gli angoli organizzati all’interno e all’esterno della struttura. Le attività consentono una dimensione di piccolo gruppo. L’adulto ha un ruolo di coordinamento generale della situazione che comprende il sostegno ai rituali del saluto nonché allo scambio di informazioni con la famiglie.
La giornata si svolge secondo un’organizzazione estremamente flessibile, comprendendo situazioni di gioco e altre legate alle cure personali individualizzate.
Le dimensioni della relazione e del fare dei bambini fra di loro e con l’adulto costituiscono elementi permanenti sui quali si concentra l’attenzione degli operatori al fine di garantire la piacevolezza e la produttività dell’esperienza dei bambini. Considerando i diversi tipi di situazioni che si presentano nell’arco di tempo di permanenza del bambino nel servizio, riteniamo opportuno riflettere e considerare in modo separato: le routines, il gioco libero e il gioco strutturato.       

Gioco libero
Gli spazi utilizzati sono gli angoli all’interno e all’esterno della struttura. Il bambino ha la possibilità di scegliere tra diverse opportunità di gioco, all’interno di un gruppo ampio. L’adulto è presente e disponibile alle interazioni con i bambini, quando questi le ricercano o se la situazione si mostra disordinata e caotica; altrimenti l’intervento dell’educatore viene limitato ed i bambini si autogestiscono nel gioco, utilizzando i vari angoli, dove trovano un’ampia varietà di oggetti e materiali organizzati.
Il valore di queste situazioni risiede nell’essere identificabili come contesto di supporto ai processi di esplorazione, familiarizzazione e conoscenza dell’ambiente fisico, nonché allo sviluppo delle relazioni tra i bambini.

Gioco strutturato
Le esperienze di gioco strutturato si svolgono in un contesto ambientale maggiormente definito, trattandosi in genere di alcuni angoli organizzati per attività di piccolo gruppo, a volte anche chiamati laboratori. I materiali e gli oggetti messi a disposizione sono selezionati in base al tipo di proposta e il gruppo è generalmente di dimensioni più ridotte rispetto a quanto accade nel gioco libero. L’intervento dell’adulto educatore è più attivo, sia nel proporre e strutturare la situazione che nell’assumere il ruolo di ‘regista’ nel corso del suo svolgimento. Le scelte, le azioni e i processi che il bambino mette in atto, seppur caratterizzati da una naturale quota di variabilità e imprevedibilità, avvengono all’interno di un contesto più definito e circoscritto rispetto a quanto accade nelle situazioni di gioco libero. La scelta da privilegiare rimane comunque quella di proposte aperte, che lascino spazio ad un contributo individuale, attivo, costruttivo e al confronto, fra bambini, di diverse strategie e ipotesi, nel quadro di un processo di generale negoziazione fra punti di vista diversi.

OBIETTIVI

Ciascun bambino si realizza nella piena libertà come essere unico e per farlo ha bisogno di stabilire legami forti che lo rendano sicuro di sé e lo incoraggino a scoprire il mondo, nel piacere e nella fatica di crescere. Una proposta autenticamente educativa incontra la libertà dell’altro e accetta differenti modalità di risposta. Ci proponiamo di valorizzare il positivo in qualunque modo esso si presenti e da qualunque parte provenga, promuovendo un punto di vista favorevole al proficuo sviluppo della personalità e del cammino per l’apprendimento. Un bambino non deve sentirsi discriminato, deve sentirsi accettato ed ascoltato, così saprà ascoltare senza giudicare. La sua naturale curiosità deve aver modo di esser espressa ed ha diritto ad avere una guida per orientarsi nelle scelte.

LE RELAZIONI ADULTO BAMBINI

L’educatore si pone nel confronto del gruppo di bambini come guida, sostegno e modello rispettando i contenuti del progetto educativo predisposto con i colleghi. Provvede ad offrire un ambiente gradevole, sicuro, preoccupandosi che vi siano possibilità di esperienze per ciascun bambino e per il gruppo. Il bambino assorbe la realtà attraverso il gioco, pertanto è premura dell’educatore dedicare alle esperienze dei bambini il tempo necessario facendo proposte adeguate. Responsabilità dell’educatore è curare i bisogni del singolo tutelando e garantendo un rapporto d’intimità, non facendo mancare l’ascolto e la comprensione del singolo.

 

AMBIENTAMENTO

Il complesso processo di ambientamento al nido è inteso come adattamento attivo e costruttivo dei bambini nel nuovo contesto e come occasione di esperienza condivisa per i genitori.
L’obiettivo è prevedere e predisporre un ambiente (atteggiamenti e strumenti) per accogliere una famiglia ed un bambino per la prima volta. Un’esperienza importante come l’ambientamento in un contesto diverso da quello familiare deve prevedere come protagonisti i genitori, soggetti da coinvolgere in maniera consapevole in ogni fase del processo, per accompagnare il bambino nella scoperta della nuova situazione.
Per questo è importante affiancare una figura di riferimento facilitante e non invasiva, che sin dal primo contatto telefonico possa creare un filo continuo e dinamico attraverso tutta l’esperienza del bambino dal suo ingresso al passaggio alla scuola dell’infanzia.
L’educatore di riferimento aiuterà i genitori ad orientarsi in questo percorso stabilendo con essi una relazione importante per il tempo che trascorreranno presso la struttura. I genitori accolti, informati e resi partecipi inizieranno questo cammino d’ambientamento che varia da bimbo a bimbo ma che è strutturato per il nido in circa quattro settimane per i medi e i grandi e in quattro per i piccoli.
Il calendario di ambientamento è pensato in modo da essere graduale e rispettoso dei tempi di ogni bambino. Gli ambientamenti sono realizzati in piccoli gruppi per dare spazio ed attenzione ad ogni bambino e seguiranno le indicazioni date dal coordinamento del Comune di Firenze.
Un ambiente di riferimento ed un educatore di riferimento sosterranno il bambino offrendogli sicurezza e continuità;  successivamente,  instauratosi un rapporto di fiducia tra l’educatore ed il bambino, l’adulto gli offrirà il suo incoraggiamento a estendere la propria rete delle sue relazioni.